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Gengivite e Parodontite, Terapia non-chirurgica

 

Gengivite e Parodontite, una volta riunite sotto il termine comprensivo di “Malattia Parodontale”, sono malattie infiammatorie che interessano le gengive ed i sottostanti tessuti mineralizzati di sostegno dei denti, in primo luogo l’osso alveolare.

1 pemfigo volgare con manifestazione gengivaleAnche se la più recente classificazione delle Gengiviti (Armitage, 1999) considera svariate forme della malattia, tuttavia la varietà di gran lunga più frequente di Gengivite  è legata all’accumulo di placca batterica dentaria e ad una condizione di igiene orale trascurata. Ciò non toglie che molte malattie a carattere generale (immunitarie, ematologiche, dermatologiche ecc.) possano manifestarsi con alterazioni dei tessuti gengivali.

Nella Gengivite il processo infiammatorio rimane limitato ai tessuti gengivali superficiali con sintomi talvolta vistosi (sanguinamento, arrossamento, gonfiore, sensazione di disagio…) ma senza che all’immediato la malattia comporti un imminente pericolo di perdere i denti coinvolti.

Questo fatto, tuttavia, non deve portare a trascurare l’importanza della Gengivite la quale, in una grande maggioranza dei casi, se trascurata, può evolvere in Parodontite.

3aCaratteristica della comune Gengivite da placca batterica è la sua completa e perfetta reversibilità a seguito dell’allontanamento del fattore batterico ad opera di interventi di igiene orale professionale accompagnati da una adeguata igiene orale domiciliare.

4aAnche la Parodontite (…o meglio Le Perodontiti…), volgarmente conosciuta come Piorrea, è una malattia primariamente associata ad una igiene orale inadeguata e ad un accumulo di placca batterica. In questi casi, tuttavia, il processo infiammatorio non resta confinato ai tessuti gengivali superficiali ma va ad interessare anche i tessuti che sostengono direttamente il dente: l’osso alveolare, il cemento radicolare ed il legamento parodontale.

5 parodontiteLa Parodontite, al contrario della Gengivite, non è una malattia che consente, il più delle volte, un completo ripristino dell’integrità dei tessuti e, se trascurata, porta in tempi lunghi o molto brevi, alla completa perdita degli elementi dentari interessati, arrivando a coinvolgere l’intera dentatura, spesso con caratteri di simmetria.

Si accennava che la distruzione dei tessuti parodontali si realizza in tempi assai lunghi (decine di anni…) oppure estremamente brevi (pochi anni…). Questo comportamento ci porta a differenziare le Parodontiti in due grandi categorie. 7 Parodontite aggressiva localizzata a6 Parodontite cronicaLa Parodontite Cronica  (ad andamento relativamente lento) (foto) e le Parodontiti Aggressive (con evoluzione rapidamente distruttiva e precoce perdita dei denti) (foto). Entrambe le forme di Parodontite sono associate ad un aumento dell’accumulo di placca batterica nell’area dento-gengivale.  Nell’ ambito della placca batterica dei pazienti affetti da Parodontite si ritrovano alcune specie batteriche particolarmente dannose per i tessuti parodontali, i cosiddetti germi “parodontopatogeni”. Queste particolari specie batteriche si ritrovano nelle forme più diffuse di Parodontite ma possono essere rilevate, in quantità ridotte, anche nelle gengive 8 batteri parodontopatogenie negli individui sani.

Se dunque sono i batteri a scatenare il processo distruttivo, il fatto che esso si realizzi, e la velocità con cui si realizza (…Parodontiti Croniche oppure Aggressive…) dipende dalle modalità e dall’intensità con cui il nostro sistema immunitario reagisce a questi batteri. Infatti nei casi ad andamento più rapido (Parodontiti Aggressive) il sistema di difesa immunitaria, nell’opporsi all’azione batterica, finisce per creare esso stesso i maggiori danni ai tessuti di sostegno del dente che, in questi casi, rappresentano il “campo di battaglia” sul quale si combatte questa guerra.

Le caratteristiche “di reazione” del sistema immunitario sono sotto controllo genetico; questo fa sì che la “Piorrea” venga spesso considerata quasi come una malattia ereditaria.

In realtà quello che si “eredita” non è la malattia direttamente quanto, piuttosto, le modalità con cui il sistema immunitario si oppone all’aggressione dei batteri “parodontopatogeni”: una modalità di reazione inadeguata, in “troppo” oppure in “troppo poco”, si associerà con un quadro clinico di Parodontite più o meno “aggressiva”.

Dato che, a tutt’oggi, non è possibile modificare significativamente le modalità di reazione del nostro sistema immunitario,  la principale modalità di terapia delle Parodontiti, così come già detto per la Gengivite, consiste nel ridurre la quantità di batteri ad un livello tale da non scatenare una reazione immunitaria che, essendo nei soggetti predisposti scarsamente efficace nel contrastare i batteri responsabili,  comporterebbe rilevanti danni per l’organismo ospite, con la comparsa di un grave quadro di Parodontite.

Pertanto, come per la Gengivite, anche per le Parodontiti la principale, primaria e fondamentale modalità terapeutica consiste nel controllo professionale, esercitato dall’Odontoiatra, della placca batterica (…sempre, come ovvio, accompagnato da un rigoroso regime di igiene orale tenuto dal paziente nella propria bocca…).

9 tasca prodontale aA differenza della Gengivite, tuttavia, la Parodontite ha creato, a seguito della distruzione dei tessuti di sostegno del dente, osso alveolare in primis, dei siti sotto-gengivali in cui la placca batterica si accumula indisturbata e prolifera: le cosidette tasche parodontali. 

Sarà necessario, quindi, per l’Odontoiatra, entrare con appositi strumenti, in anestesia locale, tra dente e gengiva per rimuovere i depositi sub-gengivali di placca batterica e tartaro dentale: è questa la Terapia Parodontale Non-Chirurgica, perché viene praticata senza incidere chirurgicamente i tessuti gengivali del paziente.

10 Terapia non chirurgica a10 Terapia non chirurgica gQuesta modalità terapeutica, completamente risolutiva per la Gengivite, rappresenta comunque la base del trattamento delle Parodontiti.

In particolare, quando la distruzione parodontale profonda rimane nell’ambito del grado moderato ed in assenza di complicanze, la terapia non chirurgica può essere, da sola, completamente risolutiva della patologia.

10 Terapia non chirurgica l10 Terapia non chirurgica rE’ importantissimo sottolineare che, anche quando da sola la Terapia Parodontale Non-Chirurgica non sia sufficiente a trattare in maniera completa il caso clinico, essa rappresenta SEMPRE il passaggio iniziale, indispensabile alla messa in atto di eventuali, ulteriori strategie di terapia chirurgica.

Una componente fondamentale del trattamento non-chirurgico delle Malattie Parodontali, poi, è rappresentato dalle PERIODICHE e REGOLARI sedute di Igiene Professionale (controllo della condizione clinica e delle recidive, detartrasi sopra- e sotto-gengivale, rinforzo della motivazione del paziente all’igiene orale domiciliare).

11 Terapia di supporto aQueste sedute di “mantenimento” (più propriamente indicate come Terapia Parodontale di Supporto) sono di importanza fondamentale per mantenere nel tempo i buoni risultati ottenuti (Axelsson et al., 2004) e vanno eseguite per tutta la vita, considerando che per tutta la vita il paziente affetto da Parodontite manterrà alta la sua predisposizione genetica alla malattia.

La frequenza di queste sedute di “mantenimento” verrà stabilita dall’Odontoiatra sulla base del grado individuale di predisposizione alla Parodontite da parte del paziente e potrà oscillare tra i 3 ed i 6 mesi (da 2 a 4 sedute all’anno…o anche più, se necessario!).