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Terapia Parodontale Chirurgica

 

Abbiamo visto come la terapia non-chirurgica della Parodontite rappresenti il primo, fondamentale ed imprescindibile approccio al trattamento della malattia.

A seguito della avanzata distruzione dei tessuti, dell’osso alveolare in particolare, tuttavia, possono crearsi delle situazioni in cui l’Odontoiatra non riesce a raggiungere efficacemente la parte più profonda delle lesioni parodontali, le già citate “tasche” parodontali. Queste possono avere una particolare profondità o interessare zone delle radici dentarie a scarsa accessibilità (come, ad esempio, le radici dei denti molari).

12 terapia chirurgicaIn questi casi, per effettuare una migliore rimozione di placca batterica e tartaro sotto-gengivale, l’Odontoiatra sarà portato a ricercare un accesso chirurgico alle lesioni attraverso interventi di Chirurgia Parodontale, chirurgia ambulatoriale che viene ordinariamente eseguita in anestesia locale.

13 trapianto aUn accesso chirurgico sarà anche indicato in tutti quei casi in cui si renda necessario applicare bio-materiali per ricostruire o rigenerare il tessuto osseo e l’apparato di attacco del dente.

Esistono varie forme di chirurgia parodontale: la Chirurgia Resettiva, la Chirurgia Riparativa e la Chirurgia Rigenerativa.

La Chirurgia Resettiva ha come primario obiettivo quello di eliminare le tasche parodontali in maniera tale che la placca batterica patogena non possa annidarsi al di sotto delle gengive portando avanti il processo distruttivo. In questo modo, inoltre, il paziente potrà pulire quotidianamente la proipria dentatura senza che residuino nella bocca zone inaccessibili. Con questa modalità 

14 resettiva aterapeutica, tuttavia, i denti interessati possono andare incontro ad un abbassamenti dei livelli gengivali ed alla scopertura di aree più o meno ampie delle radici. Questa situazione può creare un disagio estetico per cui la terapia chirurgica resettiva viene solitamente impiegata in aree della bocca che non abbiano una rilevanza estetica.14 resettiva r

Per contro, la chirurgia resettiva è la modalità di terapia parodontale meno esposta ad andare incontro a recidive della Parodontite, come ampiamente dimostrato dalla Letteratura Scientifica (Ramfjord & coll. , 1987, Kaldahl & coll. , 1996).

La Chirurgia Riparativa, al contrario, è un trattamento che si prefigge primariamente non di eliminare in maniera completa le tasche parodontali, ma di ridurne significativamente la profondità in maniera tale che possano essere “mantenute” pulite, con scarsi batteri patogeni, nel corso delle sempre indispensabili sedute di Terapia Parodontale di Supporto.15a

18bIn compenso, questa modalità chirurgica comporta solo una minima variazione dell’altezza dei tessuti gengivali (anzi, le moderne tecniche conservative possono scongiurare significative esposizioni delle radici!) ragione per la quale queste tecniche vengono preferite nelle zone della bocca ad alto impatto estetico, come le zone frontali superiori.

La chirurgia riparativa può essere “completata”, laddove ne esista La necessità, anche dall’utilizzazione di bio-materiali sostitutivi dell’osso che possono facilitare la guarigione e favorire la neo-formazione di tessuto osseo da parte del paziente.

19a20aNei casi in cui la Parodontite abbia prodotto attorno ad alcuni elementi dentari una perdita ossea particolarmente grave e localizzata (veri e propri crateri o difetti ossei) può trovare indicazione la Chirurgia Rigenerativa che ha come obiettivo quello di ottenere la massima ricostruzione dell’osso alveolare facendo in modo che il tessuto neo-formato partecipi funzionalmente al sostegno dell’elemento dentario. Ciò si ottiene rigenerando non solamente l’osso ma anche l’apparato di attacco del dente.

22aNella chirurgia rigenerativa l’Odontoiatra fa uso di bio-materiali che favoriscono 21aselettivamente le cellule che sono naturalmente deputate alla ricostruzione dei tessuti andati persi a causa della Parodontite.