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Patologia degli Impianti Dentali

 

Gli impianti dentali osteoitegrati hanno raggiunto oggi una enorme diffusione, particolarmente nel nostro Paese. Nell’opinione comune questa modalità di sostituzione degli elementi dentari andati perduti rappresenta una terapia dai risultati altamente predicibili e di elevata affidabilità. Questo convincimento, alla cui diffusione non poco hanno contribuito i media, deriva in parte anche dai risultati trionfalistici riportati dalla Letteratura scientifica dello scorso decennio che riporta complicanze in percentuale inferiore al 5% in un lasso di tempo di 5 anni (Berglundh & coll. 2002). Come è logico attendersi, del resto, anche l’Industria, in maniera non propriamente disinteressata, per quanto ha potuto ha contribuito alla diffusione dell’idea che gli impianti dentali siano la panacea per tutti i mali del comparto dentale.

La prima pubblicazione di Branemark, padre della moderna Implantologia osteointegrata, risale al 1971 ed oggi, dopo oltre 40 anni, l’accumularsi dell’evidenza scientifica ci mostra un quadro decisamente meno idilliaco.

Oggi sappiamo, sulla base di sperimentazione animale, che i tessuti attorno agli impianti, sempre considerati analoghi ai tessuti gengivali e di sostegno del dente naturale, in realtà sono suscettibili maggiormente alle patologie infiammatorie che mostrano una diffusione più rapida ed intensa (Ericsson  &  coll.  1992; . Lindhe  &  coll.  1992).

Come per i denti esistono le Gengiviti e le Parodontiti, per gli impianti sono riconosiute due principali patologie: la Mucosite perimplantare e la Perimplantite. 

MUCOSITELa Mucosite è una condizione di infiammazione dei tessuti molli perimplantari con sanguinamento e comparsa di tasche ma senza segni di una progressiva perdita ossea oltre i livelli fisiologici.

DSC 0007La Perimplantite, invece, si caratterizza anche per una perdita ossea, radiograficamente evidente, che supera di almeno 2 mm il livello fisiologico di rimodellamento osseo.

In una recente meta-analisi del 2013, Atieh & coll hanno riportato percentuali di prevalenza delle patologie perimplantari assolutamente  preoccupanti. Infatti il 63,4% dei pazienti portatori di impianti presenta segni di Mucosite mentre il 18,8% presenta un fenomeno di Perimplantite; inolte circa un impianto su tre presenta Mucosite ed uno su 10 mostra segni di Perimplantite.

La causa della Mucosite perimplantare è una igiene orale insufficiente; la Perimplantite, oltre all’indispensabile accumulo di placca batterica, presenta vari fattori di rischio: un ruolo molto importante è giocato dal fumo (circa il 40% dei fumatori è colpito da Perimplantite), dal diabete, dalla predisposizione genetica ( il paziente che perde un impianto è a maggior rischio di perderne altri…) e dal fatto di essere affetti da Parodontite, particolarmente se questa non è stata trattata adeguatamente prima di posizionare gli impiati dentali.

Il paziente affetto da Parodontite sembra essere assai più predisposto ad andare incontro, laddove divenga portatore di impianti, a Perimplantite.

Appare evidente, quindi, che la migliore prevenzione delle patologie perimplantari è l’avere tessuti gengivali intorno ai denti naturali in condizioni di salute. Infatti è stato osservato che i batteri causa di Gengiviti e Parodontiti si trasferiscono nel giro di poche ore attorno agli impianti (fenomeno della “traslocazione”) portando, di fatto, intorno a questi il fenomeno infiammatorio.

Le patologie perimplantari possono essere prevenute e trattate.

La prevenzione consiste nel ridurre e possibilmente eliminare tutti i fattori di rischio che sono stati elencati in precedenza. Principale bastione della prevenzione consiste nell’effettuare una igiene domiciliare accurata e nel sottoporsi con regolarità ad una Terapia Parodontale di Supporto.

La terapia di una Mucosite già esistente si basa su sedute di igiene orale professionale, su un accurato training di igiene domiciliare e sull’eventuale uso di sostanze antibatteriche.

La terapia della Perimplantite si distingue in terapia non chirurgica e terapia chirurgica, analogamente a quanto avviene nel caso della Parodontite.

Il trattamento non chirurgico, che consiste nello scaling sottogengivale con mezzi manuali od ultrasonici, nell’applicazione di sostanze antibatteriche ed, in maniera controversa, nell’eventuale utilizzazione di apparecchiature laser, rappresenta una fase preliminare del trattamento ed è indispensabile per ridurre il fenomeno infiammatorio dei tessuti molli in previsione della chirurgia. Meta-analisi della lletteratura scientifica, tuttavia, dimostrano chiaramente che la sola terapia non chirurgica è incapace di arrestare e risolvere la Perimplantite (Figueiro & coll. 2014).

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La terapia chirurgica della Perimplantite si fonda primariamente sulla decontaminazione con mezzi meccanici, chimici e fisici della superficie implantare colonizzata dai batteri patogeni.

La Perimplantite provoca attorno agli impianti una perdita ossea  che in alcuni casi può essere trattata con metodiche di ricostruzione ossea mediante biomateriali adeguati. 

25a26aQuando l’anatomia ossea prodotta dal processo di perimplantite non consente una adeguata ricostruzione, si ricorre (…analogamente a quanto facciamo attorno ai denti naturali) alla chirurgia resettiva che rimodella la forma dell’osso e consente il riposizionamento della mucosa a stretto contatto con l’osso sottostante esponendo al di fuori dei tessuti la superficie implantare “malata”.

Anche nel caso degli impianti dentali, laddove esista un deficit dei tessuti molli circostanti, la chirurgia plastica consente di ristabilire una condizione favorevole alla salute implantare attraverso auto-trapianti di tessuto cheratinizzato.

27aA tale riguardo è interessante ricordare che Revisioni Sistematiche della Letteratura scientifica negli ulimi anni (Guo-Hao Lin & coll 2013) 28ahanno attribuito una crescente importanza al fatto che gli impianti dentali abbiano attorno tessuti molli cheratinizzati di elevata qualità, spessi e ben rappresentati, anche e soprattutto al fine di prevenire il realizzarsi di una patologia peri-implantare.